Le condizioni di salute di Jan Bednar, che insieme a Jan Tamas, è al 12° giorno di sciopero della fame si stanno aggravando giorno dopo giorno. E' soprattutto un'insufficenza al fegato a destare preoccupazione nei medici che lo seguono, che lo hanno consigliato, insieme agli amici e parenti, di interrompere lo sciopero della fame. Jan Bednar, tuttavia, ha deciso di andare avanti perché, "nè il governo ceco, nè il governo europeo hanno dato alcun segnale di voler aprire il dialogo."
Continuano le proteste, e gli innumerevoli digiuni di solidarietà contro l'occupazione silenziosa della Repubblica Ceca da parte degli Stati Uniti e la politica di riarmo nucleare europea a: Amsterdam, Berlino, Bologna, Budapest, České Budějovice, Copenhagen, Firenze, Londra, Malaga, Milano, Parigi, Tolosa, Trieste e Torino e trovano eco in America, Australia e Corea del Sud.
Continuano ad arrivare i messaggi di solidarietà da centinaia di organizzazioni e da personaggi quali: Noam Chomsky, Mikhail Gorbachev, Giorgio Schultze, Giulietto Chiesa (europarlamentare), Luisa Morgantini, vice-presidente del Parlamento europeo, Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, il vescovo francese Jacques Gaillot, il giornalista statunitense vincitore del Premio Pulitzer, Chris Hedges.
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