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NO A EXPOMILANO 2015 PDF Stampa E-mail
giovedì 31 gennaio 2008
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SABATO 2 FEBBRAIO, ORE 15.00 IN PIAZZA CADORNA A MILANO
CON BICICLETTA, PENTOLE, FISCHIETTI E TROMBE.
“PEDALATA IRRIVERENTE”
CONTRO IL PROGETTO DI EXPO MILANO 2015


Il Partito Umanista aderisce alla “pedalata irriverente” e al presidio di sabato 2 febbraio in Piazza Cadorna per protestare contro il progetto di Expo Milano 2015.

Proprio in questi giorni sono a Milano gli ispettori del BIE, l’organo internazionale che deciderà se assegnare l’Expo a Milano o alla sua concorrente, la città turca di Smirne.

La candidatura di Milano ad ospitare l’evento del 2015 è per noi un grosso errore ed un grave problema democratico, ambientale ed economico. Se Milano avrà l’Expo, la qualità della vita dei suoi abitanti e la condizione dell’ambiente di un vasto territorio peggioreranno. Non sarà l’Expo a risolvere i problemi della città. Non saranno i milanesi ad avere benefici dall’Expo.

Ancora una volta grandi opere vengono imposte ai territori e alla popolazione, senza chiedere nulla ai milioni di uomini e donne che per sempre subiranno scelte che vanno a beneficio di pochi. L’Expo sarà l’occasione per attirare e spartire decine di miliardi di euro e consolidare il sistema affaristico e di potere che sta coprendo Milano e provincia di quartieri esclusivi, centri commerciali, autostrade e operazioni immobiliari poco trasparenti.

I promotori dell’evento sostengono che si creeranno 65.000 posti di lavoro. Peccato che nella stragrande maggioranza saranno a termine, precari e subappaltati.

Per questo e tanti altri motivi, diciamo NO a questo progetto e contribuiremo ad una mobilitazione forte e diffusa, sperando di salvare la nostra città.



Perché no

Si coprirebbero di cemento 1,7 milioni di mq di aree agricole (+2,1 milioni di mq di servizi sull’area ex-Alfa Romeo di Arese), trasformando la macro-regione Milano in un unico polo logistico-commerciale attraversato da autostrade, con Milano al centro, città vetrina esclusiva e di “lusso”, e un territorio attorno a pagarne il conto ambientale, sociale e di qualità della vita.

Le infrastrutture necessarie e le opere di supporto e servizio sconvolgeranno una vasta area che va da Torino a Verona, già oggi tra le più inquinate e congestionate al mondo. Il progetto dell’Expo trascinerà con se mostruose “Grandi Opere” come la TAV, l’autostrada Brebemi, la Pedemontana, la tangenziale esterna, la Gronda Nord, il terzo terminal e la terza pista della Malpensa e per finire alberghi per 124.000 posti letto.

Sarà un grande business per la speculazione edilizia sulle aree limitrofe, che coinvolgerà anche i progetti sulle aree dimesse di Milano come Santa Giulia, Portello, Garibaldi e le aree Falck di Sesto. Sono a rischio le poche aree verdi nelle vicinanze del sito prescelto per l’Expo, in particolare il Bosco in Città, il Parco delle Cave e il Parco di Trenno.

Sarà un affare per i soliti pochi ma noti: immobiliari, multinazionali, imprese di costruzioni, Ente Fiera; un guadagno effimero, precario, magari in nero per chi lavorerà nei cantieri e durante la rassegna. I sindacati confederali Cgil-Cisl-Uil hanno già firmato un vergognoso memorandum di intenti con il Comune di Milano, promettendo di non interferire con agitazioni sindacali prima e durante l’evento!

Il progetto prevede la costruzione, con finanziamenti pubblici, di effimeri padiglioni, laghetti e aiuole su aree di proprietà privata, che dopo l’evento verranno rasi al suolo per far posto a due milioni di mq di urbanizzazione intensa. E’ già stato siglato un accordo tra Comune di Milano, Ente Fiera e Gruppo Cabassi per il cambiamento della destinazione d’uso dei terreni da agricoli a edificabili. 

Sotto la falsa patina dell’impegno a favore dell’ambiente e della povertà nel mondo si nasconde un evento che celebrerà la globalizzazione dei consumi e il trionfo del potere economico occidentale sul resto del pianeta.

Per realizzare tutte le infrastrutture previste in poco tempo e senza l’opposizione dei cittadini, si useranno i metodi poco trasparenti e poco democratici della famigerata Legge Obiettivo voluta da Lunardi per le “Grandi Opere” come l’Alta Velocità.


Un altro mondo è….EXPOssibile!!!

Un’Expo meno scintillante, ma certamente più sostenibile potrebbe essere tenuta a Milano senza alcuna nuova colata di cemento e senza costruire un solo metro di strade in più, sfruttando unicamente le strutture esistenti di Rho-Fiera e FieraMilanoCity, e migliorando il sistema di trasporto pubblico per l’accesso dei visitatori. Le aree circostanti potrebbero essere trasformate in parchi permanenti che resteranno tali anche dopo l’evento.

I fondi pubblici stanziati per l’Expo e per le opere collegate potrebbero servire per affrontare i problemi del trasporto pubblico, dell’energia pulita, dei precari, della scuola pubblica, della mancanza di case a prezzi accessibili.

Si potrebbe promuovere un modello di città e di territorio a impatto ambientale bassissimo, e innescare un processo di partecipazione democratica dei cittadini alle scelte riguardanti il loro territorio.

Partito Umanista Milano
www.pumilano.it

 
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