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Omicidio di Abdul PDF Stampa E-mail
martedì 16 settembre 2008
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ABBA, UCCISO PERCHÈ DI PELLE
NERA. SIAMO TUTTI COINVOLTI.

In seguito dell'assurda omicidio di Abdul e dei tentativi mediatici e istituzionali di epurarlo da ogni connotazione razzista, il Centro delle Culture si unisce al Partito Umanista nel denunciare le responsabilità di chi alimenta violenza e pregiudizi.

"Sporchi negri vi ammazziamo". "Negri di merda" sono le parole che i commercianti di Milano gridavano mentre uccidevano a sprangate Abdul William Guibre, 19 anni. Abdul era venuto dal Burkina Faso. È venuto in Italia ed è stato ucciso. Qualcuno dirà che è stato ucciso perché sospettato di aver rubato qualche biscotto. No. Abdul è stato ucciso perché aveva la pelle nera.
Certo è indubbia la responsabilità personale dei due commercianti, ma saremmo ciechi se non vedessimo altre responsabilità altrettanto pesanti.


Tutti coinvolti. Sono coinvolti tutti gli esponenti politici della Lega Nord, che da anni soffiano sul fuoco dell’intolleranza e della discriminazione.

Tutti coinvolti. Sono coinvolti tutti gli esponenti politici del centrodestra, che pur di sedersi sulle poltrone del potere, sono disposti a stravolgere la storia e a rinnegare le radici antifasciste del nostro paese, legittimando le violenze che si stanno verificando in varie città italiane ad opera dei peggiori gruppi nazifascisti.

Tutti coinvolti. Tutti gli esponenti del centrosinistra, anch’essi ben disposti ad assecondare le peggiori richieste discriminatorie e quindi razzisti anch’essi. Responsabili dell’istituzione dei centri di permanenza temporanea. Responsabili di aver indicato la strada alla destra e reso possibile, quindi, la promulgazione di leggi e decreti che mettono in serio pericolo la stessa convivenza civile.

Tutti coinvolti.  Anche la sinistra estromessa dal Parlamento. Estromessa solo perché ormai lontana dalle fasce sociali che pretendeva di rappresentare, non certo perché si era opposta alle altrettanto razziste missioni militari all’estero.

Tutti coinvolti. Anche noi, sinceri antirazzisti. Sì, siamo coinvolti anche noi, perché se non facciamo sentire forte la voce di chi ripudia la violenza, siamo anche noi complici di un governo e di una falsa opposizione, che, a colpi di “decreti sicurezza” e di “amministratori-sceriffo”, stanno prendendo sempre più le sembianze di serial killer.

Siamo tutti coinvolti. Con la pace nel cuore e la luce nella ragione, non volgiamo lo sguardo dall’altra parte. Solo così potremo accompagnare Abdul.

Carlo Olivieri
Partito Umanista

 
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